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04 dic 2013

Mottarone: Sigilli agli impianti. La stagione dello sci già finita

Prima sono stati fermati gli impianti, poi sono stati fatti scendere tutti gli sciatori presenti sulla pista e quindi per il Mottarone ieri mattina - erano da poco passate le 11,30 - è scattato il momento dello stop allo sci. Si è consumata così, non senza qualche tensione, l’esecuzione dello sfratto da parte della famiglia Borromeo proprietaria di parte dei terreni su cui insistono le piste nei confronti della società di gestione degli impianti S4. La giornata, ricca di

sole e panorami, ha visto tanta gente salire in vetta: circa 250 persone, molti con gli sci ai piedi, altri solo come semplice spettatori, hanno voluto assistere a quello che potrebbe rappresentare il finale di una storia legata agli sport invernali, che dura da più di 100 anni. In vetta, a garantire l’ordine pubblico, erano presenti anche una pattuglia di carabinieri e una della Forestale.

Di fronte all’ufficiale giudiziario, incarico dell’esecuzione dello sfratto, si è consumato l’ultimo tentativo di una richiesta di S4 di un rinvio dell’esecuzione, anche solo di qualche giorno, ma dai rappresentanti della famiglia Borromeo è arrivato il diniego. L’esecuzione dello sfratto è l’ultimo atto della vertenza legale, che oppone da tre anni la famiglia Borromeo alla società S4, che, invocando l’applicazione di una legge regionale, aveva sospeso il pagamento dell’affitto di 12 mila euro annui alla proprietà.

«Spero la giornata di oggi non rappresenti la fine del Mottarone - dice Stefano Sappa, amministratore della S4 - noi abbiamo cercato di percorrere tutte le strade, la parola passa al Comune di Stresa». «E’ il punto più basso della storia del Mottarone, speriamo che si possa ripartire - commenta Paolo Vallero titolare della Scuola sci Stella alpina - noi per sabato, S. Ambrogio, avevamo già numerose prenotazioni per lezioni di sci».

Gli impianti per ora rimangono fermi e sono stati affidati in custodia alla stessa S4 perché possa svolgere la manutenzione di legge. «Qui non è importante la vertenza tra i due privati dove non vogliamo entrare - sottolinea il sindaco di Stresa Canio Di Milia - quanto gli effetti di quanto successo oggi. Prima che agli sciatori il mio pensiero va a tutti quelli, che , con il fermo degli impianti hanno perso il posto di lavoro. Noi stiamo verificando quali azioni ci siano consentite dalla legge, speriamo di arrivare in tempo per il prossimo fine settimana».

Lo stop agli impianti, se prolungato nel tempo, significherebbe la fine certa della storia sciistica del Mottarone, la montagna che si può vedere nitidamente da Milano nei giorni tersi e che vanta panorami ineguagliati, dove si scia da oltre 100 anni, da quando nel 1911 iniziò il servizio il trenino a cremagliera, che collegava la vetta con Stresa. Lo Sci club Mottarone risale addirittura al 1909. Prima degli skilift moderni, installati nel 1959, c’era il cosiddetto «slittone», che conduceva gli appassionati dello sci alpino dalla «Selva spessa» fino alla vetta: gli sciatori, complici anche le nevicate dell’epoca, sfruttavano anche lo stesso trenino del Mottarone come impianto di risalita. Sulla vetta del Mottarone nel 1935 si svolse la «Coppa d’oro del Duce», gara che viene considerata la prima assoluta di slalom gigante.

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