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07 ott 2011

Stresa: Opposizione a tutta pagina su La Stampa: “Non soffochiamo Stresa con altro cemento sul lido”. Il Sindaco Di Milia: "Niente casermoni, si recuperano edifici fatiscenti"

Salviamo Stresa da un’ondata di cemento alberghiero»: a lanciare l’appello sono Giovan Battista Vecchi e Piero Vallenzasca, capogruppo e consigliere della lista di minoranza «Insieme» di Stresa. «La bozza di deliberazione programmatica per la variante del piano regolatore, se approvata così com’è – spiegano i due consiglieri – permetterebbe di trasformare in una colata di cemento il lungolago di Stresa in netto contrasto anche con le prescrizioni del piano paesistico regionale. Sono previsti complessivamente 150 mila metri cubi di costruito in più». L’opposizione raccoglie preoccupazioni e

sensibilità di una parte della città: «I punti più critici – sottolinea Vecchi – partendo dal confine tra Baveno e Stresa sarebbero l’area, oggi a verde, delle ex scuderie di proprietà della famiglia Borromeo, con una nuova edificabilità che stimiamo in 28 mila metri cubi, il compendio di Villa Castelli, vicino al Lido di Stresa con un volume edificabile complessivo compreso l’esistente di 35 mila metri cubi, un’espansione dell’Hotel Bristol per 15 mila metri cubi e del Grand Hotel Des Iles Borromees di 12 mila metri cubi fino ad arrivare all’area di Villa Marina dove l’edificabilità complessiva, compreso l’esistente, potrebbe arrivare a circa 42 mila metri cubi».

I due consiglieri di minoranza lamentano anche che il progetto di variante così come elaborato «sembra essere privo di un disegno urbanistico complessivo e frutto di una visione di sviluppo solo quantitativo, senza qualità. Non si vede una mano pubblica nell’indirizzare lo sviluppo».

Secondo la relazione programmatica lo sviluppo previsto nella variante aggiungerebbe una consistente nuova capacità ricettiva a Stresa, che passerebbe dagli attuali 3260 a circa 4360 letti complessivi nelle strutture alberghiere.

«Mentre con il vecchio piano regolatore erano previsti i piani esecutivi convenzionati (strumenti che impongono il raggiungimento di un accordo tra Comune e privati per portare a termine gli interventi ndr), la variante prevede la semplificazione estrema con permessi di costruire convenzionati, strumenti molto più leggeri» aggiunge Piero Vallenzasca, fino a due anni fa segretario comunale a Crevoladossola.

«E’ poi incomprensibile perché si voglia consentire ai proponenti di monetizzare le aree a servizio, invece di lasciarle a disposizione della città» aggiunge Vallenzasca. In presenza di interventi di rilevanti dimensioni al privato viene richiesta la cessione di aree per la creazione di parcheggi pubblici, aree a verde: secondo i consiglieri di minoranza, invece, con la variante si potranno fare gli interventi limitandosi a versare il corrispettivo in denaro.

La proposta di variante al piano regolatore è ancora nella sua fase iniziale: se approvata dal Consiglio comunale sarà poi sottoposta ad osservazioni da parte di chi abbia interesse. Dovrà quindi passare al vaglio della conferenza urbanistica, essere successivamente riesaminata e adottata in via preliminare dal Consiglio che dopo un altro periodo per le osservazioni, potrà adottarla in via definitiva.

LA REPLICA DEL SINDACO DI MILIA

«Ma quale cementificazione del lungolago di Stresa, la skyline rimarrà praticamente intatta»:

Canio Di Milia, sindaco di Stresa, non ci sta a passare per un cementificatore. «Dei 150 mila metri cubi di cui parla l’opposizione gridando allo scandalo oltre la metà erano già previsti nel piano regolatore approvato oltre vent’anni fa, i progettisti della variante hanno previsto in più il recupero di Villa Castelli e la sua trasformazione in albergo e il nuovo albergo nelle aree delle ex scuderie Borromeo.

 In questi due interventi, l’altezza massima sarà di 12 metri, pari a tre piani, niente casermoni quindi». Continua il sindaco: «C’è da chiedersi se è preferibile avere un rudere come è Villa Castelli davanti alle Isole o un bell’albergo». 

Secondo il sindaco i volumi alberghieri sono solo una parte della variante: «È previsto un progetto per la Stresa del futuro, con l’eliminazione delle auto dal centro con la creazione di tre portali con parcheggi lungo le tre direttrici di accesso, con quello vicino all’autostrada collegato al centro con un trenino sul percorso della vecchia tramvia Stresa Mottarone». 

Progetto che «avrà a disposizione le risorse recuperate facendo pagare le aree a servizio». E spiega: «Abbiamo abbandonato i Piani esecutivi convenzionati perché il fatto che non funzionassero è sotto gli occhi di tutti, in 20 anni solo uno è stato completato». 

Infine, una considerazione: «Lo sviluppo e il futuro di Stresa non possono che andare in senso turistico, direi che dobbiamo considerarci fortunati ad avere, nell’attuale clima economico, imprenditori disposti ad investire».
(Dil Luca Gemelli su La Stampa)

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