12 nov 2009
Super Carcere a Pallanza: Zacchera, solo un'ipotesi
Un nuovo carcere di massima sicurezza al posto della scuola di polizia penitenziaria di Pallanza. La notizia è di quelle col botto ed è trapelata, ieri, dal ministero della Giustizia ed è stata confermata dal sindaco Marco Zacchera. «Nessun allarmismo - frena il primo cittadino - perché per ora è soltanto un’ipotesi. Occorre però muoversi affinché ciò non avvenga. Creerebbe troppi problemi alla città». Il nuovo istituto di pena, nelle intenzioni del ministero, dovrebbe prendere il posto della scuola di piazza Giovanni XXIII.L’intenzione di muoversi in questa direzione sarebbe dettata dalla necessità di colmare la carenza di carceri e nello stesso tempo ridurre il numero di scuole di polizia, considerato eccessivo. Questa soluzione sarebbe auspicata dalle associazioni sindacali degli agenti di polizia penitenziaria perché considera la scuola di Verbania troppo lontana rispetto al bacino di provenienza degli allievi, per lo più del Centro-Sud. «Dalle informazioni che ho - rivela il sindaco - si farebbero due ipotesi dato che la struttura è piccola: un carcere di massima sicurezza, oppure un istituto di pena di prima accoglienza. In quest’ultimo caso sarebbe anche peggio, perché si tratterebbe di detenuti in transito con movimenti continui di cellulari, auto delle forze dell’ordine e dei familiari. Il centro di Pallanza subirebbe disagi non da poco visto che non ci sono strutture adeguate per sopportare questi carichi. Penso che per una località che punta a svilupparsi col turismo se queste ipotesi si concretizzassero sarebbe un duro colpo. Aver mantenuto la mia carica da deputato è stata una fortuna perché già oggi ho cominciato a muovermi e incontrare gli addetti ai lavori. Occorre mettere le mani avanti e fare pressioni per non trovarci di colpo davanti al fatto compiuto».
Aggiunge il sindaco: «Ai miei interlocutori ho spiegato i problemi che ci porterebbero queste soluzioni. Inoltre, ho fatto presente che per ospitare la Scuola di polizia sono stati spesi fior di quattrini. Non solo per adeguare l’edificio all’attività didattica e al convitto, ma anche per ricavare abitazioni destinate ai familiari degli agenti. Non è logico cancellare tutti questi investimenti e poi dover mettere mano di nuovo al portafoglio per trasformare questa struttura in carcere».
Zacchera auspica che al ministero cestinino al più presto il progetto: «Credo che la cosa migliore per Verbania sia quella di portare più corsi e più allievi di polizia penitenziaria con le loro famiglie».
(Di Filippo Rubertà su La Stampa)
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