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02 set 2014

Stresa Festival: Orchestra e teatro di figura nella proposta di Noseda

Gianandrea Noseda torna a dirigere la Stresa Festival Orchestra in un concerto in cui fa incontrare due compositori apparentemente agli antipodi come Stravinskij e Beethoven: stasera, alle 20, al Palacongressi di Stresa, il cartellone della 53ª edizione delle Settimane Musicali si apre con il Concerto in re per archi di Stravinskij, prosegue con la Sinfonia n. 8 di Beethoven e si chiude con «Orpheus», il balletto scritto nel 1947 dal

compositore russo e portato in scena con la coreografia di George Balanchine l’anno successivo.

Quello che sembra essere un incontro forzato, se non un matrimonio combinato, potrebbe in realtà testimoniare, secondo Noseda, che si possono trovare degli elementi di accordo e condivisione anche in caso di totale diversità: «Stravinskij amava fortemente l’Ottava sinfonia beethoveniana nonché le ultime tre Sonate per pianoforte del genio di Bonn e probabilmente Beethoven avrebbe amato fortemente la musica del balletto Orpheus del compositore russo».

Lo Stresa Festival proporrà un esperimento multimediale: il mito di Orfeo, legato al mistero della morte e dell’aldilà, sarà sottolineato visivamente dal teatro di figura ideato dal regista Stefano Monti con la collaborazione di Monique Arnaud e realizzato dagli studenti del corso di scienze e tecniche del teatro dell’università Iuav di  Venezia. Il teatro di figura è un linguaggio artistico che utilizza burattini, marionette, pupazzi, ombre, oggetti come protagonisti dello spettacolo e segni di un linguaggio visuale e sensoriale.

Stefano Monti, che ha firmato molte regie spaziando dalla prosa alla lirica, spiega: «E’ una novità per l’Italia, in cui il teatro di figura è poco praticato. Tutto sarà giocato nella tensione dialettica tra luce e buio, la stessa del mito di Orfeo. Sul palco si muoveranno armonicamente nove figure che utilizzeranno oggetti diversi: al pari della classica maschera dell’attore, oltre che essere un diaframma, gli oggetti saranno anche un elemento di comunicazione portato all’estremo». Gran parte degli oggetti sono stati creati dallo scultore Vincenzo Balena, mentre la scenografia è di Luca Tombolato.

«Come avveniva per Stravinskij, vi è una continuità tra arte figurativa e musica» sottolinea Stefano Monti. Annuncia il regista: «In scena ci saranno elementi che richiamano all’antichità e al tempo stesso contengono un messaggio: Orfeo, che è un artista, scende nell’Ade per recuperare la sposa Euridice. Oggi in Italia manca l’attenzione al recupero. Dal mondo dei morti non si torna: è necessario accettare il proprio passato».
Pochi i posti disponibili nel settore A, pochissimi in B e balconata (info: 0323.31095 e www.stresafestival.eu).

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