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03 feb 2014

Stresa: Le accuse del presidente dopo i cambi a playoff e playout

Chiediamo al più presto un incontro con il presidente della federazione regionale Ermelindo Bacchetta». Marco Pozzo, il presidente dello Stresa, si fa portavoce delle società che non accettano le nuove norme relative agli spareggi playoff e playout che interessano tutte le categorie (dall’Eccellenza alla Terza) e che sono state rese note dal comitato regionale. «Deve essere un momento in cui ognuno si assume le proprie responsabilità con serenità: chiederemo a Bacchetta se è possibile fare un

passo indietro - spiega Pozzo -. Se però non ci ascolterà gli chiederemo di fare un atto di responsabilità rassegnando le dimissioni».

La protesta riguarda soprattutto la tempistica con cui sono state imposte le nuove regole che per la Promozione e la Prima categoria rispetto agli anni scorsi prevedono due squadre in più ammesse ai playoff, una in più condannata ai playout e una retrocessione diretta anziché due. «In questi giorni io e tanti dirigenti di altre società abbiamo speso delle ore per cercare un comunicato o un protocollo in cui si spiegassero le formule. 

Da luglio in poi non abbiamo però trovato niente e quindi ci aspettavamo che le regole fossero quella dell’anno scorso secondo il criterio del silenzio-assenso. Non essendo così, allora c’è stato un vuoto normativo e mi auguro che Bacchetta, persona sempre gentile, abbia il coraggio di ammetterlo. Non ci sono stati comunicati con le regole e cambiandole ora si compromettono i tornei».

Dello stesso parere sono molte società di Promozione, tra cui Briga, Castellettese, Piedimulera e Fomarco. «Perché non accettiamo le novità? In un momento di crisi economica si mettono ancor più in difficoltà le società che devono fare i conti con delle spese non preventivate perchè la stagione si allunga - spiega Pozzo -. Le regole sono state imposte quando il mercato è già stato chiuso e i club non possono fare eventuali sforzi per raggiungere gli obiettivi programmati e la cui asticella adesso si è alzata. E il tutto è stato fatto senza interpellarci».

Pozzo respinge la critica ai club di Bacchetta che aveva «denotato una scarsa attenzione da parte delle società nel leggere anche i comunicati ufficiali emessi a livello nazionale». «Ci svilisce e ci offende perché il nostro segretario, così come quelli di tante società, lo fa con diligenza e professionalità, pur non facendolo di mestiere». Pozzo ha preso carta e penna, scrivendo anche a Carlo Tavecchio, presidente della Lnd nazionale. «Le regole sono la base del vivere, altrimenti si crea anarchia come è successo in questo caso - conclude Posso -: ci aspettiamo che Bacchetta si assuma le proprie responsabilità».
(Di Arianna Tomola su La Stampa)

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