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08 feb 2013

Stresa: Il nuovo porto, dopo 11 anni pochi lavori affogati dalla burocrazia

Dopo tre sindaci, tre progetti, due imprese appaltatrici, del nuovo porto di Stresa rimangono per ora parte della diga foranea e uno spezzone di passeggiata rifatto: è questa, a undici anni di distanza dall’avvio dei lavori nel 2002, la situazione del nuovo porto turistico di Stresa, al centro di quella che sta diventando una vera e propria saga senza fine. L’ultimo atto in ordine di tempo di questa storia, che si dipana dal 2002, è avvenuto nei giorni scorsi, quando,

sette mesi dopo la richiesta, è arrivato l’atteso parere dell’Autorità di vigilanza sugli appalti pubblici sulla richiesta del Comune di Stresa per sapere se fosse legittimo lo sforamento di oltre il 20% dell’importo originario dei lavori. Il parere era stato posto come condizione dalla Regione Piemonte, che finanzia l’opera, per autorizzare o meno l’utilizzo del ribasso d’asta.

«L’autorità di vigilanza ha ritenuto non rilevante la questione posta e comunica l’ archiviazione della richiesta» ha spiegato in consiglio comunale il sindaco di Stresa Canio Di Milia. «Si sono avverati i nostri timori che questa richiesta della regione avrebbe allungato ancora i tempi – ha aggiunto Di Milia – ora valuteremo con la Regione Piemonte e poi parleremo con l’impresa vincitrice dell’appalto». I lavori furono avviati una prima volta nel 2002, ma una «sorpresa geologica», un fondale roccioso rivelatosi invece di sabbia, aveva imposto un primo stop nel 2005. Fu quindi rescisso il contratto con la ditta appaltatrice e con il progettista e, sulla scorta di un nuovo progetto di massima, fu indetto un nuovo appalto. La gara per l’aggiudicazione era però finita al centro di una battaglia legale tra le imprese concorrenti, durata otre due anni tra ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato, fino all’aggiudicazione all’impresa Guerrini di Torino.

Il progetto esecutivo redatto dall’aggiudicataria aveva evidenziato la necessità di costi maggiori, da qui la richiesta di sforare del 20% gli importi originariamente previsti per questo nuovo appalto. L’ultima stima indica in 6 milioni di euro il costo complessivo dell’opera: rispetto all’importo di 3,2 milioni di euro del primo appalto nel 2002, il costo è quasi raddoppiato.
(Di L.G. su La Stampa)

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