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15 gen 2012

Famiglia di Stresa sopravvissuta racconta la notte di terrore sulla Costa Concordia

Ecco la testimonianza sulla notte di terrore a bordo della Costa Concordia raccolta da Luca Gemelli per La Stampa da Tiziano Ferrara, titolare di una società di noleggio con conducente a Stresa, che era all’ultimo giorno della settimana di crociera con la moglie Samuela e le due figlie Melissa e Sabrina di 12 e 7 anni. 

 «Stavamo guardando la tv in cabina e ho sentito un urto violento, come se la nave fosse andata a sbattere, mi sono affacciato e

lì a solo 150, 200 metri di distanza vedevo chiaramente la costa dell’Isola del Giglio, troppo vicino ho pensato subito».

 «E’ saltata subito la corrente e siamo rimasti al buio, mi sono riaffacciato alla finestra e ho notato che la nave aveva cominciato a inclinarsi, così ho detto a mia moglie e alle mie figlie di vestirsi in fretta e, alla luce del telefonino, siamo scesi dal 7° piano, dove era la nostra cabina, fino al 4° piano dove c’è il punto di raccolta per le scialuppe. 

Dagli altoparlanti venivano messaggi rassicuranti su un presunto guasto elettrico, ma io ho preferito raggiungere il ponte scialuppe». «Li si è scatenato il caos, c’era gente che urlava, il personale che correva avanti e indietro poi sono arrivati i sei fischi seguito da uno lungo, il segnale che si doveva abbandonare la nave». «Le mie bambine avevano paura, io cercavo di rassicurarle ma c’era veramente tantissima confusione, gente che spingeva ». 

Anche il calo della scialuppe in mare non è stato senza paura per Ferrara e la sua famiglia: «eravamo sul lato B della nave che andava inclinandosi sempre più verso il lato opposto: la scialuppa con noi a bordo strisciava sulla parete della nave e non riusciva a scendere, poi uno dei membri dell’equipaggio con un mezzo marinaio è riuscito a sbloccare l’imbarcazione che però è volata in acqua da qualche metro di altezza, fortunatamente senza conseguenze per noi e gli altri passeggeri a bordo». 

 «Dobbiamo dire grazie al personale filippino che era con noi a bordo della scialuppa, ci hanno salvato la vita, anche se non sembravano avere molta pratica di manovra con le imbarcazioni di emergenza» dice l’autista stresiano. 

 Un pensiero e un grazie di cuore Tiziano Ferrara lo vuol indirizzare anche agli uomini della protezione civile e agli abitanti dell’Isola del Giglio: «C’è chi ha portato coperte, chi ha aperto le sua case, noi dopo essere stati al pronto soccorso per accertarci delle condizioni di nostra figlia siamo stati accolti nell’asilo del paese, poi alle 5,30 siamo stati imbarcati sul traghetto per Porto Santo Stefano». Ferrara, che è rientrato a Stresa ieri in serata, dice: «mi chiedo come sia potuto succedere, l’importante è però poter essere qui a raccontarlo».

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