17 nov 2009
Inquinamento nel Verbano: Eni riparerà i guasti "fatti dagli altri"
«Prima c’era la Rumianca, poi la Sir. L’inquinamento di Pieve Vergonte non è stato fatto da Eni. Ma ci hanno appioppato questa bonifica, ereditata ex lege nel 1982, e ci faremo carico di questo impegno. Ci tengo, però, visto che la reputazione ci sta molto a cuore, a sottolineare che ripareremo guasti fatti da altri». Paolo Scaroni, amministratore delegato di Eni spa, interviene all’assemblea dell’Unione Industriale del Vco che all’Hotel Regina Palace di Stresa festeggia, con tanto di torta, i 90 anni di presenza sul territorio. In questo secolo che sta per compiersi la chimica, e il sito industriale di Pieve Vergonte in particolare, occupano un posto di primissimo piano. Oggi l’emergenza è ancora quella dei veleni, del Ddt che dal rio Marmazza, è scivolato - come in una grande fogna - sotto lo stabilimento ossolano per arrivare al fiume Toce e da qui al Lago Maggiore. Dopo la messa in sicurezza si attende quella bonifica definitiva che ancora non arriva.A conclusione dell’intervento di Scaroni - che si è soffermato su quantità disponibili e costi del petrolio e sulle nuove sfide per consumare di meno - è stato il sindacalista Silvano De Regibus, a nome di Cgil, Cisl e Uil - a riaprire il capitolo della bonifica: «Avrebbe dovuto iniziare dodici anni fa, sono passati Governi diversi e non è successo nulla. Eppure Pieve Vergonte ha dato tanta ricchezza al territorio». Il presidente dell’Unione Industriale Davide Parodi, poco prima, aveva invitato i politici ad amministrare con maggior concretezza, aprendo quei cantieri che spesso restano imprigionati tra gli annunci. «Ecco - ha aggiunto De Regibus - quello di Pieve deve essere un esempio, un cantiere che non può più aspettare. Al tempo stesso chiediamo che questo intervento non inteferisca con la produzione di Tessenderlo».
«Abbiamo 17 siti come Pieve Vergonte - ha risposto Scaroni -, tutti cadaveri della chimica che ci sono stati assegnati per legge. I lavori inizieranno quando il ministero dell’Ambiente approverà il progetto di bonifica ma il problema è che il tema è stato “inquinato” dai lavori a lago. Qualunque intervento di rimozione del Ddt nel lago rischia di fare più danno, occorre dunque che il ministro Prestigiacomo sancisca che nel lago non si farà nulla. A quel punto si potrà partire con la bonifica del terreno industriale, senza pregiudicare la produzione di Tessenderlo».
Una linea sostenuta sia dal presidente della Provincia che dai sindacati che, però, non hanno gradito la sua missione romana della scorsa settimana. Replica Massimo Nobili: «Occorreva un incontro preliminare con il ministro Prestigiacomo perché in questi anni la Provincia non ha messo l’impegno che ci voleva. Poi, certo, coinvolgeremo tutti. Dai sindacati al prefetto. In finanziaria c’è un emendamento sulle bonifiche. Dopo l’approvazione si potrà convocare la Conferenza dei servizi e, nel 2010-2011 partire con i lavori di spostamento del rio Marmazza e con la copertura del materiale inquinato, sull’esempio delle colline del carburo a Villadossola. Poi potranno arrivare nuove aziende: due imprenditori (uno chimico) si sono già presentati. Prestigiacomo condivide la linea di separare la bonifica di terra da quella di lago». Manca solo l’ultimo sì. Tecnico o politico? Scaroni ribadisce: «Decide il ministro».
(Di Carlo Bolgna su La Stampa)
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