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6 lug 2009

Stresa: Ipotesi di un parco divertimenti in una maxi palla di vetro


Il guru del turismo Martin Brackenbury ingaggiato dalla Regione Piemonte per rilanciare il turismo nell'area, lancia un progetto provocatorio: “Con un’isola artificiale, Lago Maggiore più vivo”. Un’isola artificiale in vetro riflettente, una specie di pallone gigante, quasi invisibile da terra. In mezzo al Lago Maggiore, tra Stresa e Arona. In questa futura isola che non c’è potrebbe trovare spazio un grandioso parco divertimenti, cinema, ristoranti. E, naturalmente, un casinò. Fantasie nel cuore dell’estate per attirare i turisti stranieri e risalire nei grafici delle presenze raffreddate dalla crisi generale? No, è il progetto di Martin Brackenbury, «guru» del turismo, che la Regione Piemonte ha ingaggiato da qualche anno per rilanciare il settore.
Presidente mondiale degli operatori turistici, inglese, flemmatico ma rivoluzionario al tempo stesso, Brackenbury parte da un assunto: «Non bastano più le splendide bellezze naturali dei vostri laghi per fare business e prolungare la stagione. Di sera, nei periodi morti e quando piove, sui vostri laghi ci si annoia. E allora bisogna offrire qualcosa in più». Ed ecco la proposta dell’isola artificiale da calare sulle acque del Verbano (in parte sommersa) che diventerebbe un’attrazione mondiale. «Vedrete che le camere d’albergo non saranno più vuote, anzi».
L’idea era già stata accennata, ma pochi giorni fa la «Brackenbury revolution» è stata ufficializzata a Torino, durante il convegno organizzato dalla Regione su «Piemonte e turismo, risorsa economica anticrisi?». E’ stato lo stesso consulente a dare l’annuncio, rassicurando anche gli ambientalisti: «Niente paura. L’isola potrebbe essere progettata in modo tale da essere praticamente invisibile, usando uno speciale vetro riflettente. Vorrebbe dire che l’estetica del paesaggio rimarrebbe immutata, rendendo l’isola una specie di segreto, un luogo misterioso assolutamente da non perdere. Gran parte della struttura e delle attrattive potrebbero essere sommerse. Per raggiungerle i visitatori potrebbero essere collegati direttamente con una funivia dopo aver lasciato l’auto in un maxi-parcheggio a riva. Altri collegamenti attraverso tunnel sotto il lago, da utilizzare per i rifornimenti o uscite d’emergenza».
L’isola avveniristica non è l’unico progetto. Nel suo studio sulle criticità del turismo, Brackenbury ha individuato anche i problemi del lago d’Orta: troppe code, ingorghi che scoraggiano l’afflusso. Anche in questo caso ecco pronta una soluzione: un ampio parcheggio di interscambio dopo l’uscita della A26 a Omegna, chiudere la strada costiera sino a Orta, creare un servizio di vaporetti con tante corse (ogni 15 minuti). In questo modo si metterebbero in collegamento le due sponde trasformando il lago in una Venezia del Piemonte. (Articolo di Gianfranco Quaglia pubblicato su La Stampa)


7 Commenti:

Spartacus ha detto...

alzi la mano che crede che questa non sia una stronz...OOOPS!!!
Pardòn...una sciocchezza!!!!!

Guest ha detto...

E' pazzesco che paghiamo con soldi pubblici un ignorante del genere che partorisce idee così demenziali
Grazie     Antonio

Antonio ha detto...

E' pazzesco che paghiamo con soldi pubblici un ignorante del genere che partorisce idee così demenziali 
Grazie     Antonio

Stresa 2.0 ha detto...

Spett. Antonio,
grazie per il suo commento.
Sarebbe più opportuno non dare titoli di nessun gernere alle persone a cui fa riferimento. Accettiamo la sua critica all'idea ma non possiamo accettare il suo commento alla persona.
Sicuri della sua comprensione,
Stresa 2.0

Guest ha detto...

Non vedo come dovrei definire chi, secondo me, propone una cosa del genere. Forse andrà meglio " stronz...OOOPS!!! Pardòn... sciocchezza!!!!
Cordiali saluti Antonio

assolo ha detto...

La proposta, lo si legge all'interno della notizia, è provocatoria. Vuole probabilmente scuotere una cappa di immobilismo che fa sì che non si riesca a vedere e usare tutto quello che di bello esiste e che esiste per 12 mesi all'anno e non solo durante i mesi estivi.
D'altra parte se non si riescono a fare o pensare cose che attengono alla normalità, che ne so: un porto, un parcheggio, una piscina coperta, un museo con un parco, una apertura prolungata di parchi o musei esistenti o di un ristorante quando fuori è un pò freddo, allora largo alla fantasia: portiamo qui il mostro di Lock Ness, il sommergibile del Capitano Nemo, facciamo una pista di sci dal Mottarone a Cerro, ,,,, Poi, al risveglio, ripensiamo al nostro porto, andiamo ad Ascona a vedere dove e come sono i parcheggi, proviamo a passeggiare dove esistono aree pedonali ...   

Spartacus ha detto...

ma allora questo tizio lo pagano per provocare o per dare idee concrete???
Nel primo caso,sono soldi buttati via,e se proprio vogliono delle provocazioni,posso farle anch'io facendo magari risparmiare qualcosa.
Nel secondo...aspettiamo qualcosa di serio,altrimenti si dimetta!

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